Il mio intervento al convegno su Berlinguer

Il giorno 16 giugno si è tenuto a Bisignano un incontro dal titolo ”Berlinguer: ci si salva se si va avanti e si agisce insieme e non solo uno per uno”, organizzato dal Dipartimento Cultura e Formazione Politica della Federazione Giovani Democratici di Cosenza, in onore dei trent’anni della morte di Enrico Berlinguer.  Relatori: Aurora Trotta (Responsabile Cultura e Formazione Politica Federazione GD Cosenza) Rosario Perri, (Segretario Pd Bisignano), Anna Pittelli (Assemblea Nazionale Pd), Luigi Guglielmelli (Segretario Provinciale PD), Giuseppe Pierino (Ex Deputato Pci). 

Chiamato dal pubblico per un saluto, ho fatto il seguente intervento:
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Saluto e mi complimento con gli organizzatori di questo bel momento di riflessione e con i relatori che interverranno. Do anch’Io il benvenuto a Bisignano a tutti gli amici venuti da fuori città. 
L’iniziativa di oggi è per me una conferma di un presentimento: ossia che la società italiana sta reagendo a un momento difficile. I partiti di massa si stanno riorganizzando per rispondere alle esigenze delle società. Sono pertanto fiducioso, in quanto credo a tal proposito che la Terza Repubblica italiana sarà un ricorso della Prima, ossia una stagione di intenso impegno politico, civile e culturale, di crescita economica, così come lo è stata appunto la Prima fase della Repubblica Italiana. 
Come molti di Voi sapranno Io ho affrontato due anni fa la campagna elettorale da candidato a Sindaco dicendo che la crisi è foriera di molti rischi ma la crisi è foriera anche di opportunità, di occasioni di cambiamento, in quanto la crisi rappresenta la rottura del funzionamento  di un sistema e la possibilità di modificare il sistema stesso e il suo funzionamento. 
Con mia grande gioia, e senza voler per questo azzardare nessun paragone, ho scoperto in questo libricino che ho letto per l’occasione dal titolo ”Enrico Berlinguer, Austerità occasione per trasformare l’Italia” (che raccoglie le conclusioni di Berlinguer al convegno degli intellettuali a Roma del 1977 e all’assemblea degli operai comunisti del 1977) che lo stesso Enrico Berlinguer parlava come me della crisi come opportunità di cambiamento del sistema sociale prevalente, esprimendosi precisamente così (leggo testualmente): < < Molti non si sono resi conto che adesso l’Italia si trova ormai davanti a un dilemma drammatico: o ci si lascia vivere portati dal corso delle cose così come stanno andando, ma in tal modo si scenderà di gradino in gradino la scala della decadenza, dell’imbarbarimento della vita e quindi anche, prima o poi, di una involuzione politica reazionaria; oppure si guarda in faccia la realtà (e la si guarda a tempo) per non rassegnarsi a essa, e si cerca di trasformare una traversia così densa di pericoli e di minacce in una occasione di cambiamento, in un’iniziativa che possa dar luogo anche a un balzo di civiltà, che sia dunque  non una sconfitta ma una vittoria dell’uomo sulla storia e sulla natura… > >.
Il concetto dunque è quello: la crisi è rischio, ma anche opportunità. Sta a noi far in modo che prevalgano gli uni o le altre. Quello del resto che diceva Gian Battista Vico ”Sembrano traversìe e sono opportunità”! 
Berlinguer offriva alla crisi del Suo tempo l’austerità come alternativa e via di uscita. Austerità intesa come l’evitare gli sprechi, le ingiustizie e lo sciale tipiche della società capitalista e sostituirle con la giustizia e la parsimonia. 
Io personalmente credo che il pensiero di Berlinguer sia dunque ancora attuale ma modestamente suggerisco di sostituire il concetto di Sostenibilità con quello di Austerità: Sostenibilità dello sviluppo a livello economico (tendendo a colmare il divario oggi esagerato tra chi sta bene e chi sta male) sociale (tendendo a garantire pari dignità e libertà a tutti) e ambientale (produrre senza devastare l’ambiente in cui si vive).
Permettetemi infine un altro cenno: la differenza, la dicotomia tra lo sviluppo e il progresso. Pasolini diceva che lo sviluppo è la produzione di beni superflui,  il progresso è la produzione di beni essenziali. E’ una differenza notevole nella misura in cui le nostre società sono magari piene di beni superflui ma mancano ancora della garanzia di beni essenziali, quali il lavoro, la salute, la salubrità dell’ambiente, la sicurezza. Ecco in questo senso, mi permetto aggiungere a questa riflessione di oggi anche questo invito: noi dobbiamo tendere al progresso più che allo sviluppo, ai beni essenziali più che ai beni superflui. 
Un’ultima riflessione e poi lascio la parola a chi saprà dire meglio di me su Berlinguer. 
Io ritengo sia giusto guardare al passato con rispetto, ma non con nostalgia! Perchè i tempi erano diversi, le sfide erano altre. In questo senso il Partito Democratico è per me superiore al glorioso Partito Comunista, nella misura in cui di quest’ultimo ne è una evoluzione politica, storica e sociale. Mentre infatti il Partito Comunista rimase una forza, pur imponente, di opposizione, il Partito Democratico è nato per essere invece forza riformista maggioritaria e di governo, che è una differenza sostanziale.
E’ sostanziale perché si è consapevoli che per operare i cambiamenti più importanti sia necessario diventare forza di governo  del Paese e incidere con efficacia laddove le scelte che riguardano la collettività vengono prese. 
Detto questo, lasciatemi quindi concludere dicendo che le sfide che abbiamo dinanzi sono notevoli ma sono sicuro che noi giovani di oggi saremo in grado di affrontarle e vincerle facendo conquiste e cose più grandi di quelle fatte dai nostri genitori. 
Auguri a tutti Noi! 

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Francesco Lo Giudice 

Bisignano 16 giugno 2014
Sala conferenze biblioteca Comunale 

 

 

 

 

 

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