Il mio intervento in Consiglio Comunale sulla questione pignoramenti a Bisignano

Di seguito il discorso pronunciato in seno al Consiglio comunale del 02 settembre 2014 a Bisignano (voluto da noi forze dell’Opposizione) sulla questione pignoramenti a Bisignano.

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Ogni volta che nella storia i Governi (locali e nazionali) hanno fatto aumentare in maniera spropositata il divario tra i doveri contribuitivi da un alto e i diritti civili e politici dall’altro, è scoppiata una rivoluzione. Quando cioè alla popolazione si impongono tasse troppo alte e si offrono relativi servizi insufficienti, inadeguati o scadenti (in quantità e in qualità), quando vi è troppo squilibrio tra doveri e diritti, tra ciò che si pretende e ciò che si dà, la popolazione insorge e destituisce chi sta al potere.

Basti pensare alla rivoluzione americana e alla successiva nascita degli Stati Uniti d’America scatenata dalla famosa ‘’tassa sul thè’’ non gradita alle colonie inglesi.

ma anche alla rivoluzione francese, scatenata proprio da una nuova imposizione fiscale, al clero e alla nobiltà. Quando quest’ultimi si rifiutarono di contribuire alla ricchezza nazionale, il Terzo Stato (ossia il 98% della popolazione) insorse perché sosteneva che tutti dovevano pagare le tasse, e non soltanto loro.
E a tanti altri casi meno noti che non sto qui ad elencare…

Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto Svimez 2011 rivela che negli ultimi anni nel Sud dell’Italia le tasse siano triplicate (!!!) (al Nord solo raddoppiate) ma cosa più grave senza che questo abbia comportato un relativo e generale miglioramento dei servizi.
Tasse e servizi sono strettamente interrelate.
Tra le funzioni del tributo infatti vi è quella acquisitiva che consiste nel procurare all’Ente pubblico le risorse necessarie per il suo stesso funzionamento e per la realizzazione dei suoi obiettivi (tipicamente, per finanziare la spesa necessaria alla produzione di beni e servizi pubblici);

La gente – dice una ricerca del CENSIS e dei Commercialisti – non è contro le tasse. Anzi è disposta a pagare anche tasse alte purchè vi sia una adeguata e appropriata qualità dei servizi resi, ma non accetta il contrario.

Non è un caso infatti che le 4 insurrezioni sociali (e democratiche) che si sono verificate a Bisignano negli ultimi due anni hanno avuto a che fare con la questione tasse e servizi, doveri e diritti, fisco e stato sociale.

1) La prima è stata quando il Consorzio di Bonifica del bacino meridionale del cosentino, a causa di una legge regionale (ingiusta) la n. 11 del 2003 e successive modifiche, ha imposto ai cittadini di pagare tributi ai Consorzi ‘per soli fini istituzionali’, dunque anche per quei terreni che non erano stati oggetto di bonifica o miglioramento agrario, tipo terreni a macchia mediterranea.
2) La ridefinizione del ticket su autobus e mensa per la scuola dei bambini che ha scatenato la rivolta delle mamme.
3) E’ stata quella tristemente nota della Piattaforma dei rifiuti che, per ragioni fiscali (e nn per risolvere il problema rifiuti) avete imposto alla nostra Città e al comprensorio, nonostante la Città fosse già piena di rifiuti per strada.
4) questa questione dei pignoramenti su conti correnti e pensioni per tributi comunali non pagati, e per una mancata strategia di risoluzione dell’evasione fiscale.

In tutti questi casi, Noi dell’Opposizione abbiamo fatto il nostro lavoro, affiancando i cittadini nelle proteste, facendo chiarezza sui procedimenti amministrativi e politici, confrontandoci con Voi e con le Istituzioni provinciali e regionali, suggerendo proposte e vie alternative, riuscendo così ad arginare i Vostri errori e quelli delle altre Istituzioni. Alcune di queste questioni sono ancora aperte e necessitano ancora di tutto il nostro impegno.
Quattro insurrezioni, sempre democratiche e pacifiche, mai violente e facinorose, anche grazie a Noi Consiglieri dell’Opposizione che abbiamo incitato sì alla partecipazione ma non istigato all’odio.
Abbiamo però più volte rilevato che la Vostra Amministrazione non ha preso le difese della cittadinanza bisignanese, né nei confronti del Consorzio di bonifica, né nei confronti della Regione Calabria, né nei confronti della Società di Riscossione, anzi ha riservato ad essa delle amare sorprese che hanno avuto il sapore di tradimento.
Proprio Voi che siete saliti al potere professandoVi come gli ‘’amici del popolo’’, come vicini alla gente comune, ai semplici, ai bisognosi.

Non contestiamo ovviamente il fatto che le tasse vadano pagate!
Siamo ben consapevoli – è bene ribadirlo – che le tasse vanno pagate perché è grazie al pagamento delle tasse e dei tributi se lo Stato e i Suoi organismi territoriali possono adempiere alle loro funzioni per il benessere di tutti.
Siamo consapevoli che l’evasione fiscale sia uno dei mali della nostra Italia e del nostro Sud. Ma sappiamo anche che spesso l’evasione non è adeguatamente contrastata ma alla fine incentivata dagli errori politici di chi governa.
Noi oggi contestiamo nuovamente la Vostra politica economica, il fatto di:
– Non aver saputo creare opportunità di crescita economica e di lavoro; non valorizzando le principali importanti risorse di cui il territorio di Bisignano è ricco e sciupando risorse economiche per spese non strettamente necessarie;
– Aver comportato maggiori spese ai cittadini e all’Ente per la qualità insufficiente dei servizi (penso alle Famiglie di Bisignano che ormai comprano l’acqua anche per cucinare, a quelli che spendono soldi per pneumatici e pezzi meccanici delle proprie auto o al Comune che deve risarcire gli automobilisti che fanno incidenti a causa del pessimo stato delle strade comunali, o ancora ai cittadini (soprattutto in periferia) che fanno chilometri con la macchina per andare a buttare buste di spazzatura lontano da casa perché Voi avete tolto i cassonetti e non garantito un servizio di raccolta.
– Aver mantenuto le tasse ai livelli più alti d’Italia
– Di non aver elaborato strategie in grado di contrastare l’impoverimento delle nostre Famiglie e l’aumento dei disagi sociali
– Di non aver saputo ridurre l’evasione fiscale,
In tutta questa situazione, i pignoramenti effettuati di recente per il mancato pagamento di alcune imposte comunali ai danni di centinaia di concittadini da parte della società di riscossione a cui Voi avete affidato l’incasso dei ruoli, risultano esagerati, in diversi casi scorretti e del tutto inopportuni soprattutto appunto se relazionati ai servizi forniti dallo stesso Comune e al momento di difficoltà economica di molte famiglie della nostra Città.
Ecco perché Vi abbiamo prima chiesto due incontri in Municipio e sollecitato a contrattare con la Cerin
1) la sospensione immediata di questi pignoramenti per evitare ulteriori disagi alle persone in difficoltà
2) la sola richiesta dei crediti senza spese di esecuzione (salvaguardando i casi più indigenti e delicati)
e successivamente Vi abbiamo richiesto la convocazione urgente di questo Consiglio Comunale, urgente perché – come recita lo Statuto della nostra Città – la questione di che trattasi è apparsa subito suscettibile di esame e di provvedimenti immediati pena il pregiudizio per il Comune e per i cittadini interessati.

Andiamo ai fatti
A centinaia di persone avete fatto trascorrere una bruttissima estate, perché non avete saputo (o forse è meglio dire non avete VOLUTO) evitare questa riscossione coatta, frettolosa e scriteriata!
Potevate incoraggiare il pagamento di queste somme in modo diverso e più rispettoso delle altrui incapacità tributarie, considerato anche e soprattutto il delicato momento finanziario e sociale di molti di noi bisignanesi.
Avete preteso, senza dare.
– Le tasse le avete preteso e avete permesso che si pignorasse i conti e le pensioni, ma i contributi per i libri della Scuola non li avete ancora dati dal 2011!
– Le tasse le avete preteso e avete permesso che si pignorassero i conti e le pensioni, ma i corsisti e i docenti dei corsi di liuteria e ceramica non li avete ancora pagati
– Le tasse le avete fatto pignorare ma i contributi per gli affitti che spettano alle famiglie bisognose non li avete concessi.
– Le tasse le avete pretese ma gli operatori ecologici avanzano 5 mesi di stipendio
– Le tasse le avete pretese e fatte pignorare, ma decine e decine di aziende ed esercenti commerciali aspettano da anni soldi da Voi.

E NON SOLO!

VOI SAPEVATE!
che la Società di riscossione sarebbe arrivata a pignorare (lo sapevate perché il contratto con la società dice che ogni 2 mesi essa è obbligata a fornirVi un report delle Sue attività di riscossione)
Dal contratto si evince inoltre che la Società deve garantire all’Ente la massima trasparenza e la possibilità di avere tutte le informazioni sulle riscossioni. E che il Comune si riserva di ispezionare e controllare il regolare funzionamento del servizio

SAPEVATE

che ci sarebbe stato il rischio che la società di riscossione optasse per pignorare i conti correnti piuttosto che i datori di lavoro o l’inps,
e così facendo avrebbe pignorato anche le pensioni di invalidità, gli assegni di mantenimento, gli assegni di mobilità in deroga, le pensioni minime vitali, ma avete voltato le spalle alla gente di Bisignano e avete permesso una simile intollerabile operazione, mai accaduta prima.
Sapevate che avrebbero pignorato anche sotto i 525,89 euro che è l’importo minimo vitale per la sopravvivenza dell’individuo, necessario ad assicurargli mezzi adeguati alle esigenze di vita (art 585 c.p.c comma 4 e art. 38 costituzione).
Sapevate che avrebbero pignorato oltre un 1/5 e un 1/10 consentito dalle normative vigenti, MA AVETE FATTO FINTA DI NON SAPERE E AVETE TRADITO I CONCITTADINI.
Mentre la Corte Costituzionale, infatti, con sentenza 4 dicembre 2002 n.506, ha stabilito che é illegittimo porre in essere un pignoramento della pensione di invalidità civile, oltre il limite che eccede il “minimo vitale”, con il Decreto Salva Italia si è venuto a creare un conflitto normativo tale per cui le società di riscossione possono pignorare l’importo dovutogli nei conti correnti anche se si tratta di tutta la pensione, di qualsiasi forma di pensione o assegno, con un aggravio perfino del 50% per spese di esecuzione, e notifiche legali.
Dice a tal proposito un bravo avvocato cosentino che si è occupato di queste tematiche, riuscendo a condizionare il dibattito nazionale sull’argomento,
<<….È noto, infatti, che la legge consente al creditore la possibilità di pignorare la pensione (o i redditi di lavoro subordinato) nella misura massima di 1/5: ma tale limite opera solo se il pignoramento viene effettuato alla fonte, cioè direttamente a chi deve erogare l’emolumento e procedere all’accantonamento delle quote pignorate (l’Ente di Previdenza o il datore di lavoro). Invece, se il pignoramento viene effettuato in un momento successivo (anche un giorno dopo), presso la banca dove il pensionato o il lavoratore deposita le somme, tale limite non opera più e il creditore può pignorare tutti i risparmi che vi trova. Quindi, una volta che il denaro si è “confuso” (anche quando il conto contiene solo redditi dello stesso tipo, come solo la pensione o solo lo stipendio) è possibile pignorare non più solo il quinto, ma il 100% della pensione o del salario. Questo era già possibile prima del decreto “Salva Italia”; ma se prima il pensionato poteva esigere i pagamenti a mano (alla Posta), oggi invece, con l’obbligo di versamento in conto, nessuno si può più sottrarre al rischio di un pignoramento integrale della pensione. Il creditore infatti potrà, anziché notificare il pignoramento all’INPS, e accontentarsi di un quinto della mensilità, attendere pochi giorni che l’emolumento venga accreditato in banca e lì aggredirlo integralmente (e, se fortunato, prendere anche le precedenti mensilità, se non ancora prelevate). Del resto, il pensionato non ha scelta: se non apre il conto corrente, l’Inps trattiene le somme dovute. Non si discute sul fatto che i debiti vadano pagati, ma il discorso è un altro: se per garantire il minimo sostentamento del pensionato o del lavoratore, la legge prevede una misura massima per il pignoramento, non ha poi senso rendere questa stessa norma così facilmente aggirabile. La previsione quindi del limite del quinto, a tutela della dignità dell’uomo, rischia di essere completamente svilita e superata per causa di una riforma che, invece, mirava solo a finalità fiscali (la tracciabilità dei pagamenti). Insomma, come al solito, per riparare ai problemi dell’evasione fiscale, a rimetterci è sempre il cittadino più povero…>>
Tutto questo si sarebbe potuto evitare, ma non lo avete fatto! E quando la gente ha iniziato a ribellarsi, avete addossato la colpa alla Società di riscossione e agli Uffici.
E come se non bastasse avete avallato anche illegittime fotografie alle case dei nostri concittadini, quasi si trattassero di delinquenti, senza dar loro nessun preavviso, senza che questo fosse previsto espressamente dal capitolato d’appalto con la Società di riscossione.
Chiediamo infatti chiarezza sul comportamento invasivo e lesivo della riservatezza privata dei cittadini che si sono consumate attraverso illegittime e non autorizzate ritrazioni fotografiche delle abitazioni e delle proprietà dei cittadini bisignanesi messo in atto da operatori che si dichiaravano della Società di riscossione che si camuffavano in maniera truffaldina e dichiaratamente li giustificavano come atti necessari alla ri-numerazione delle abitazioni civili.
Violare il domicilio senza autorizzazioni è incostituzionale!

Art. 14 della Costituzione dice infatti
Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni, perquisizioni o sequestri se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
Le ispezioni e gli accertamenti per motivi di sanità o sicurezza pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da legge speciale
Mentre lo STATUTO DEL CONTRIBUENTE – LEGGE 27 LUGLIO 2000, N.212 “Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente”
ALL’ART. 12
(Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali)
1. Tutti gli accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali sono effettuati sulla base di esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo. Essi si svolgono, salvo casi eccezionali e urgenti adeguatamente documentati, durante l’orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse nonché alle relazioni commerciali o professionali del contribuente.
2. Quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha diritto di essere informato delle ragioni che l’abbiano giustificata e dell’oggetto che la riguarda, della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria, nonché dei diritti e degli obblighi che vanno riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.

Si è venuto insomma meno ai DIRITTI dei CONTRIBUENTI !
E voi lo avete permesso!!!

Dice sempre lo STATUTO DEI CONTRIBUENTI,
All’Art. 10 che
1. I rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede.
2. Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria, ancorché successivamente modificate dall’amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione stessa
(COME DIRO’ DI SEGUITO purtroppo alcuni pignoramenti sono avvenuti non per ritardi o responsabilità del contribuente ma per ritardi, omissioni o errori della Vostra Amministrazione

Questo principio di buona fede o collaborazione è venuto meno quando, ad esempio, diversi cittadini di Bisignano hanno prodotto ricorsi in autotutela per evidenziare errori nella formulazione di alcuni tributi locali (carenti di specifica motivazione e avvalersi del diritto di agevolazione fiscale in caso di disservizio o inefficienza del servizio) senza avere mai ricevuto risposte.
L’art. 11 dello Statuto infatti dice:
(Interpello del contribuente)
1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto all’amministrazione finanziaria, che risponde entro centoventi giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l’applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione dell’istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria.
4. Nel caso in cui l’istanza di interpello formulata da un numero elevato di contribuenti concerna la stessa questione o questioni analoghe fra loro, l’amministrazione finanziaria può rispondere collettivamente, attraverso una circolare o una risoluzione tempestivamente pubblicata ai sensi dell’articolo 5, comma 2.
MA NON VI SIETE PREOCCUPATI DI RISPONDERE Né DI EVITARE IL PEGGIO, ANZI IL PEGGIO LO AVETE DETERMINATO CON IL VOSTRO OPERATO POLITICO.
A questa spiacevole situazione potete ancora rimediare!
Vi INVITIAMO pertanto come soluzione immediata per i nostri concittadini di istituire un tavolo con la CERIN srl e fissare un accordo affinché garantisca ai cittadini oggetti di pignoramento di estinguere il proprio debito attraverso il pagamento in unica soluzione (ove possibile – anche perché ci sono debiti anche di poche decine di euro) o attraverso un piano di rateizzazione valido fino a 10 gg prima dell’udienza per permettere il pagamento solo del capitale ingiunto senza spese legali e di notifica e interessi sul credito riscosso (cosiddette SPESE DI ESECUZIONE che a quanto pare la SOCIETA’ vorrebbe chiedere nella misura media di 350 euro a pignoramento, che vanno bene per somme superiori a 1000 euro, ma non va bene per le somme di qualche centinaia di euro !!! )
Anche di questo Vi chiediamo conto! Non si possono pretendere 350€ di notifica da cittadini che devono pagare magari 200 oi 300 euro.
AGITE E AGITE IN FRETTA PER RIMEDIARE AI VOSTRI ERRORI!
________
In queste settimane di confronto con la cittadinanza abbiamo preso visione di tante situazioni, intanto di disagio sociale ed economico, (per cui Vi invitiamo ad farVi carico di più e meglio del preoccupante fenomeno di impoverimento delle famiglie bisignanesi), successivamente di errori, irregolarità e forme di abusi commessi nella riscossione coatta di questi crediti.
Errori, irregolarità e abusi ai danni dei contribuenti di cui di seguito riporterò i più significativi, al fine di valutare insieme l’opportunità o meno di far continuare o meno la collaborazione dell’Ente Comune con questa società e altre società di riscossione.
Il contratto di appalto in concessione del servizio di riscossione coattiva e volontaria delle entrate patrimoniali e assimilabili, stipulato tra il nostro Comune e la Società Cerin dice nel CAPITOLATO TECNICO PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO all’art. 26 che:
la decadenza della concessione viene attivata anche per i sotto elencati motivi:
– Per continue irregolarità o reiterati abusi commessi nella conduzione del servizio. Dopo cinque abusi e/o irregolarità commesse nel corso di un anno solare il Comune ha la facoltà di dichiarare decaduto l’affidamento del servizio.
Il Comune, infatti, dice l’art. 3 del capitolato (decadenza e durata del contratto) ‘’… si riserva altresì la facoltà di risolvere il Contratto, in qualunque momento, senza ulteriori oneri per l’Ente medesimo, qualora disposizioni legislative, regolamentari e autorizzative non ne consentano la prosecuzione in tutto o in parte, ovvero negli altri casi stabiliti nel contratto medesimo…’’
Di abusi o irregolarità ne abbiamo riscontrati diversi, che Vi sottoponiamo, al fine di valutare se possano pregiudicare (come sostiene l’art. 15 del citato contratto) ‘’…la regolarità del servizio nonché il rapporto di fiducia tra appaltante ed appaltatore…’’

1) Emesso atto di pignoramento presso terzi ex art. 543 c.p.c. nonostante la Società creditrice fosse stata resa edotta in data 25 luglio 2014 circa l’emissione di un provvedimento di sgravio ICI emesso dall’Ufficio Tributi del Comune di Bisignano per il complessivo importo in data 08 luglio 2014, ossia 17 (diciassette) giorni prima della notifica di pignoramento, comportando di fatto a tale contribuente disagi e danni.

2) Emesso atto di pignoramento ad un contribuente che erroneamente risulta debitore principale di una azienda agricola, essendo questo contribuente completamente estraneo alle responsabilità e alle attività di questa azienda, nonostante il contribuente stesso avesse edotto con apposita documentazione il Comune e la Società Creditrice dell’errore commesso già all’atto dell’ingiunzione di pagamento.

3) Emesso atto di pignoramento presso Poste Italiane per un importo di 1.571 euro a fronte di una somma dovuta pari a 615 euro.

4) Bloccati conti correnti cointestati con persone estranee all’onere contributivo e residenti addirittura in altre città.

5) Emesso atto di pignoramento su pensione di reversibilità su cui grava quota orfanile per minorenne stabilita dal Tribunale dei Minori.

6) Fotografie alle abitazioni effettuate per accertamenti fiscali avvenute senza necessaria autorizzazione.

7) In alcuni casi, mancate notifiche delle ingiunzioni di pagamento

8) In alcuni casi, mancanza di motivazione del provvedimento come da legge 241/90

9) Nullità delle addizionali ECA che si leggono nell’avviso di pagamento poiché gli ECA (Enti Comunali di Assistenza) sono stati soppressi da tempo.

Tali, presunte, irregolarità di cui siamo venuti a conoscenza e che Vi abbiamo segnalato ci hanno fatto riflettere, più in generale, sulla convenienza per il nostro Ente di esternalizzare il servizio di riscossione a una società esterna, anche alla luce di tutti i problemi di carattere legale che tali società stanno avendo in Italia e ai contenziosi aperti tra queste e molti comuni italiani.
da Una Gazzetta del Mezzogiorno del 24 settembre 2012 si legge:
… quello della riscossione dei tributi, un settore che ricorda i gabellieri di manzoniana memoria, negli ultimi anni è stato al centro di scandali e indagini giudiziarie.
….. Si ricorda ancora molto bene il caso di ….. una società …. che è saltata in aria lasciando debiti con parecchi Comuni: ………… a mettere i soldi dei cittadini nelle mani dei privati, infatti, spesso succedono pasticci.
«I Comuni – tuona Francesco Tuccio, presidente dell’Anutel (l’associazione degli uffici tributi degli enti locali) – devono essere in grado di incassare autonomamente. In fin dei conti, per la riscossione spontanea, stiamo parlando della semplice gestione di un conto corrente. I cittadini devono saperlo: ci sono Comuni che regalano ai privati lucrose commissioni sottoforma di aggi, regalando i soldi delle loro tasse».
E infatti la legge di riforma delle riscossioni, la cui entrata in vigore è stata rinviata al 1° gennaio 2013, non obbliga i Comuni ad affidarsi all’esterno: possono gestire tutto in proprio, anche in forma associata, oppure attraverso società in-house. Ma i numeri sono importanti. Per l’Ici (oggi Imu, che vale 8 miliardi di euro l’anno) i dati del Ministero dell’Economia dicono che il 50% dei Comuni oggi si affida a Equitalia (che prende un aggio medio del 10%), il 28% in proprio e il resto a società di riscossione private. Per la Tarsu (che vale meno della metà), invece i privati sono già arrivati al 30%, e le commissioni sono mediamente molto più alte.
La riscossione «privata» è nata ai primi anni ‘90, ed ha avuto uno sviluppo problematico. …..

tra i Comuni che hanno già internalizzato il servizio vi sono anche:
– ROMA capitale, con delibera del 2 MAGGIO 2013: Riscossione coattiva delle entrate tributarie, patrimoniali e delle sanzioni amministrative di Roma Capitale. Internalizzazione del servizio.
– POTENZA, il cui Consiglio ha deliberato di dare incarico al Dirigente dell’Unità di Direzione Fiscalità Locale ed Entrate per Servizi di porre in essere ogni atto necessario ai fini della costituzione dell’Ufficio Unico Riscossione Entrate Comunali.
E processi di internalizzazione sono in corso in altre città.

Nella proposta avanzata nella Città di Brindisi tra l’altro si legge:
Brindisi Bene Comune ha presentato un ordine del giorno, da discutere nel prossimo consiglio comunale, per chiedere l’internalizzazione del servizio di riscossione dei tributi locali.
Anche per realizzare un notevole risparmio, garantendo al contempo un maggior controllo sulla riscossione dei tributi in particolare evitando l’emissione delle cosiddette cartelle pazze …

E’ forse dunque il caso che il nostro Comune provveda a gestire da solo il servizio di riscossione ?!
E’ conveniente e più sicura la INTERNALIZZAZIONE DEL SERVIZIO di riscossione?
Sarà agevolato o meno dal nuovo sistema fiscale e tributario che andrà in vigore fra poco?
Su questo dobbiamo interrogarci anche per evitare ulteriori spiacevoli vicende come quella accaduta in questi mesi a Bisignano e che non fa certo onore alla Vostra Amministrazione e al Vostro operato.
Grazie.

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