Interrogazione consiliare n.1 – tributo consorzio di bonifica

Per risolvere un debito non completamente definito di circa 36 milioni di euro, il Consorzio di bonifica dei bacini meridionali ha emesso cartelle di pagamento anche per terreni (più che altro di zona collinare) che non hanno beneficiato di alcun intervento o miglioria da parte del Consorzio stesso, grazie ad una legge regionale, la n. 11 del 2003, art. 23, che impone di pagare tali tributi per ‘soli fini istituzionali’. La legge, e la relativa tassa, vengono chiaramente percepite come ingiuste e i consorziati, agricoltori e non, iniziano a protestare, evidenziando la ingiustizia di un provvedimento che va ulteriormente a gravare, piuttosto che rilanciare, il già sofferente settore agricolo calabrese. A Bisignano Si forma un comitato spontaneo di cittadini, che guida la protesta e media con le istituzioni per risolvere la situazione.

Ecco il documento in cui spiegano la situazione e le ragioni della protesta.

<<< L’associazione degli imprenditori agricoli attraverso la voce del suo presidente Flavio Caligiuri definisce la questione debitoria del Consorzio di Bonifica calabrese una seconda sanità. Dalla soppressione dell’ex Sibari- Crati sono nati il neo Consorzio dello “Ionio cosentino”, quello dei “Bacini Meridionali del cosentino” e quello dei “Bacini Settentrionali del Cosentino”. Ciò che unisce il destino del vecchio Ente in liquidazione ai nuovi bacini consortili è soprattutto una clausola imposta da Unicredit corporate bank SPA nell’aprile del 2010, nella quale viene previsto al punto 9 del contratto del mutuo che ciascuno dei Consorzi subentrati si accolli le obbligazioni facenti capo al Consorzio posto in liquidazione. Al capo 9 del contratto si definiscono inoltre gli obblighi che i nuovi Consorzi sono chiamati a elargire per i debiti pregressi rispettivamente nelle seguenti percentuali: il 62% per il neo Consorzio dello Ionio, il 20% per quello dei Bacini Meridionali e il 18% per quello dei Bacini Settentrionali. Questo debito maturato attraverso le passate gestioni amministrative dell’Ente e imposto ai nuovi Consorzi ha finito per ricadere automaticamente sulla testa dei consorziati, quest’ultimi obbligati attraverso una Legge Regionale 11/2003 a pagare un tributo per soli fini istituzionali. Anche per questi motivi nel febbraio del 2010 con un Decreto di giunta l’allora presidente della Calabria sottoscrisse la regola per la quale si prevedeva l’allargamento del perimetro di contribuzione del neo Consorzio anche a quelle zone di territorio classificate asciutte. Pertanto, dopo l’approvazione del Decreto le fasce territoriali che non avevano mai visto storicamente nessuna opera di bonifica furono comprese nella contribuzione per soli fini istituzionali. L’obbiettivo del suddetto Decreto fu quello di rafforzare ancora di più l’imposizione della Legge Regionale 11/2003, la quale per certi versi cozzava istituzionalmente contro il Reggio Decreto del 1933, Legge quadro nazionale in materia di regolamentazione e funzione dei Consorzi. Il risultato di tutta la suddetta sperimentazione e applicazione legislativa ha determinato l’invio per tutti i consorziati di cartelle esattoriali per servizi mai erogati. Da qui la protesta intrapresa a Bisignano dall’Unione dei Comitati Cittadini Liberi e oggi cavallo di battaglia di alcuni Sindaci dello Ionio cosentino, dei Bacini Meridionali e di quelli Settentrionali oltre che dell’associazione di Confagricoltura, quest’ultima voce fuori dal coro rispetto a Coldiretti e CIA che sono entrati direttamente nella gestione dei nuovi Consorzi. Intanto che la diatriba fra consorziati e consorzianti si dipana nei meandri di una politica confusa e per certi versi pure accondiscendente il debito del Consorzio cresce in maniera esponenziale stimato in una somma cinque volte superiore ai 36 milioni di euro di mutuo stipulato dall’uscente commissario e successivo presidente del neo Consorzio Salvatore Gargiulo per cercare di colmare definitivamente il debito del vecchio Sibari- Crati. Tutto questo ancora una volta ricade sul bilancio degli agricoltori. Per questo motivo la gestione dei Consorzi non può continuare così anche le opposizioni sindacali devono prendersi le proprie responsabilità. Tutti politici e le associazioni preposte devono sedersi intorno a un tavolo di trattative e trovare presto una soluzione. In attesa di raccogliere cinquemila firme per poter presentare e richiedere la modifica della Legge Regionale i contribuenti soprattutto dei territori asciutti vessati da una richiesta di un tributo assurdo potranno usufruire del diritto di ricorso alle cartelle esattoriali non oltre il sessantesimo giorno dal timbro impresso sulla busta della raccomandata di pagamento. A oggi, i ricorsi pervenuti alla Commissione Tributaria Provinciale e in attesa di giudizio sono circa diecimila per una spesa legale complessiva di 1 milione e 300 mila euro. Quest’ultime spese che il Consorzio produce per appellarsi ai ricorsi sacrosanti presentati da parte dei cittadini vessati dagl’ingiusti pagamenti richiesti attraverso Equitalia SPA si dovranno sommare ai circa 150 milioni di debiti gravanti sul Consorzio. Mentre i cittadini devono pagare di tasca loro i legali per far valere un principio di civiltà la nomina di avvocati e le spese continue che il Consorzio produce per difendere l’indifendibile sono un danno per la comunità. Attenzione allora poiché mentre i cittadini hanno tutto da perdere in questa battaglia il Consorzio ha tutto da guadagnare poiché appoggiato da una classe dirigente politica trasversale, la quale prima fa eleggere i rappresentanti facendo promesse soltanto elettorali e poi si allea con sistemi burocratici ben congeniati, macchine mangiasoldi ma anche ingenti bacini di consenso elettorale. Comprendere questo meccanismo da parte dell’opinione pubblica è fondamentale per una soluzione definitiva del problema e per far capire a tutta la classe dirigente politica calabrese che necessariamente si dovrà tornare indietro a una sana riflessione. Il presidente della Calabria non ha indugiato sui tagli alla Sanità pubblica e allora perché continua a farlo nei confronti del Consorzio di Bonifica calabrese? L’assessore all’agricoltura On. Michele Trematerra, il quale è informatissimo sui fatti che si stanno evolvendo in una direzione veramente inaccettabile per gli agricoltori e i piccoli proprietari che cosa aspetta a intervenire a favore dei suoi molti elettori? >>>

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In merito a questo, e per sapere ufficialmente quale sia l’impegno dei cittadini, insieme al collega Roberto Cairo, rivolgo al Sindaco e alla Sua Giunta, la seguente interrogazione consiliare:

INTERROGAZIONE CONSILIARE N. PROTOCOLLO 9949 – 08 GIUGNO 2012

Al sig. Sindaco del Comune di Bisignano
e.p.c. al Presidente del Consiglio comunale di Bisignano

Oggetto: interrogazione urgente a risposta scritta – tributo Consorzio di bonifica.

I sottoscritti Francesco Lo Giudice e Roberto Cairo, consiglieri comunali del gruppo Alleanza Democratica

– considerato che in questi giorni si sta notificando, tramite l’Equitalia, ad un consistente numero di cittadini cartelle esattoriali relative al pagamento del tributo riferito anchei ai terreni cosiddetti “asciutti” e dovuto, non per effetto di interventi di bonifica a beneficio degli stessi terreni ma preteso per il “conseguimento dei fini istituzionali” o, per meglio dire, “per il mantenimento degli stessi consorzi”;

– ritenuto che tale ingiusto e talvolta consistente tributo, preteso dall’applicazione della legge regionale n. 11/2003 art. 23 vada ad aggravare ulteriormente le già precarie situazioni di difficoltà in cui versa la nostra agricoltura ed in particolare quella riferita ai cosiddetti terreni “asciutti” che addirittura si vedono tassati anche nelle parti non coltivabili in quanto interessati a “macchia mediterranea”;

– ravvisato che a tutt’oggi la Regione Calabria è rimasta sorda alle accorate richieste dei cittadini di Bisignano che hanno inviato tramite l’impegno di un comitato civico spontaneo una apposita petizione popolare con invito a rivisitare la legge regionale di che trattasi

INTERROGANO LA S.V.

per conoscere se e quali altre iniziative l’Amministrazione intenda promuovere a sostegno di questa causa così come si sta facendo in altre realtà locali della Calabria, considerato che una precedente delibera consiliare è rimasta senza risposta, al fine di sollecitare la Regione Calabria e il Consiglio Regionale per far sì che la legge in questione sia modificata nella parte in cui prevede che il tributo sia dovuto dai proprietari di terreni anche per i soli “fini istituzionali dei consorzi” e non già per interventi di miglioramento o bonifiche dei terreni stessi.

Bisignano, seduta consiliare (IIa) del 07 giugno 2012

Francesco Lo Giudice — firma
Roberto Cairo — firma

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