Intervento all’incontro su ”democrazia, corruzione e futuro della politica!”

Sono stato invitato dall’amico on. Franco Laratta, già deputato Pd, a relazionare all’incontro da Lui stesso organizzato dal titolo: ”Democrazia, corruzione e futuro della politica!”, alla Sala del Coni a Cosenza. Presenti almeno una cinquantina di persone, tanti amici democratici da diverse parti della Calabria, tra cui personalità del mondo sociale, politico e sindacale calabrese, come l’Avv. Salvatore Perugini, già sindaco di Cosenza, Roberto Castagna, segretario regionale della Uil, ed altri. Al tavolo dei relatori insieme a me: Franco Laratta, Roberto Iozzi, già Segretario provinciale dei giovani democratici di Catanzaro e Marco Ambrogio, Consigliere comunale Pd di Cosenza. Diverse poi le persone intervenute dal pubblico, che hanno contribuito ad arricchire il confronto.

Di seguito, il testo del mio intervento:

“Condivido tutti i discorsi fatti finora, e ad essi mi associo. Vorrei aggiungere alcune riflessioni inerenti proprio ai concetti che sono oggetto di riflessione di questo incontro, ossia ”democrazia”, ”corruzione”, e ”futuro della politica”.

DEMOCRAZIA.  Io che amo la democrazia ho maturato la convinzione che essa sia una conquista! Una continua conquista, il faticoso e travagliato raggiungimento di un equilibrio: quello tra diritti e doveri! Essendo la democrazia una tensione continua verso l’equilibrio tra diritti e doveri, essa entra in crisi quando vi è sbilanciamento eccessivo tra diritti e doveri! Esempio: il lavoro che manca (diritto), e le tasse che vanno comunque pagate! (dovere).
Le crisi economiche e sociali acuiscono lo sbilanciamento tra diritti e doveri e fanno aumentare la corruzione! Tale sbilanciamento o disequilibrio tra diritti e doveri è ovviamente più marcato al Sud Italia! Questa è la mia riflessione sulla Democrazia.

CORRUZIONE. Il rapporto annuale di Trasparency International, che calcola la corruzione nelle società attraverso l’indice di percezione, colloca l’Italia al 72° posto su 174 Paesi nel mondo. Allo stesso livello della Bosnia, che è una democrazia recente. Tanto per capirci, Germania e Francia, che sono Paesi con i quali spesso ci confrontiamo, sono rispettivamente al 13° e 22° posto! Noi al 72°, nella classifica dei Paesi meno corrotti! Ma la corruzione non è solo un problema di ordine morale, perchè se fosse così probabilmente sarebbe poco male. La corruzione è anche e soprattutto un danno economico! Secondo una stima recente della Corte dei Conti, la corruzione costa 60 miliardi, senza calcolare i suoi costi indiretti, che sono moltissimi, anche in termini di sfiducia sociale ed istituzionale! La corruzione compromette e manipola l’equilibrio tra i diritti e di doveri e dunque pregiudica la qualità ed il funzionamento della democrazia.

FUTURO DELLA POLITICA. Stante questa situazione di crisi della democrazia, la politica viene messa sotto accusa e noi politici ritenuti i principali responsabili  di questa situazione. Cosa fare allora? Innanzitutto, secondo me, rinunciare al tentativo di moralizzare l’elettore e indurlo alla responsabilità, tentare di fargli cambiare mentalità, perché studi sociologici hanno dimostrato che i cambiamenti di mentalità (o culturali) avvengono dopo i cambiamenti economici e sociali. Cioè non si può pretendere che il cittadino sia responsabile se esso non ha lavoro, o il livello dei servizi a lui reso è scarso! Quindi prima impegniamoci a garantire sviluppo economico, diritti e servizi a tutti e poi richiamiamo, se necessario, i cittadini alle loro responsabilità!
in questa ottica, noi democratici italiani, e calabresi in particolare, abbiamo una grande ”responsabilità”, intesa non tanto come serietà ma come ”responsus” ”bilem”, ossia una risposta operativa, utile, giusta al problema. Responsabilità perché la Calabria come sappiamo è molto carente sul piano dei diritti e dei servizi: lavoro, trasporti, sanità, ecc. Negli ultimi anni di governo di centro destra, a livello locale e nazionale, la scarsa qualità di questi servizi e diritti è ulteriormente peggiorata! La nostra azione deve essere quindi ‘incisiva’, ‘organizzata’, ‘concreta’. Dobbiamo diventare forti al punto da riuscire a condizionare le politiche governative, nell’ottica di non più soprassedere alla risoluzione di una delle diseguaglianze più evidenti ed ingiuste del nostro Paese: quella tra Nord e Sud. Disuguaglianza sociale e politica che permette di fatto 2 livelli di democrazia interna al nostro Paese! Quando ognuno di noi va al nord italia e, durante il  ritorno, giunge all’altezza di Napoli o Sala Consilina, si rende perfettamente conto che sta lasciando un’Italia, per entrarne in un’altra! Affinché la nostra azione sia incisiva, organizzata e concreta dobbiamo lavorare in sinergia politici ed intellettuali all’affermazione di un ‘nuovo pensiero meridionalista’, non per creare leghe sud o altre cose dannose del genere, ma per rendere ineludibile la valorizzazione del Mezzogiorno per il rilancio dell’intero Paese! Dobbiamo cioè fare in modo che si prenda realmente coscienza del fatto che il Sud costituisca una delle più importanti, se non la più importante, occasione che l’Italia ha a disposizione per allontanarsi dall’orlo del baratro finanziario! Ma soprattutto dobbiamo andare al governo della Regione e del Paese (fermo restando i rischi che prima si ricordavano sull’attuale  angosciosa situazione di stallo nazionale). E’ infatti soprattutto governando che si cambiano le cose! Sono le politiche (come ci ricordava l’altra volta Enzo) che cambiano la politica! E’ soprattutto attraverso l’attività legislativa e amministrativa che si può migliorare la situazione! Per andare al governo dobbiamo fronteggiare il populismo dei nostri avversari con popolarità, organizzazione e determinazione. Dobbiamo entrare in tutte le case, conoscere le varie problematiche della gente e farcene carico. Dobbiamo essere popolari, perché – come ebbe a dire Bersani – la popolarità è l’unica arma efficace contro il populismo, che in periodi di crisi si propaga come fuoco sull’erba secca! Ne abbiamo il diritto, ma soprattutto il dovere! Io credo che, noi insieme, con Franco Laratta, ce la possiamo fare! Grazie!

 

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