La crisi tra rischi ed opportunità

Ogni inverno, per quanto rigido, lungo e tenebroso, deve arrendersi alla sua primavera! E’ nella natura delle cose. Così formulato il pensiero risulta un chiaro elogio alla primavera. Tuttavia, a ben pensarci, anche l’inverno meriterebbe un elogio. Perchè senza inverno (che qui metaforicamente è inteso come il periodo di difficoltà, di crisi, relativo ad un individuo o ad una collettività) la primavera (ossia la rinascita, la ricostruzione che ne consegue) non avrebbe senso e ragione di esistere. E’ infatti grazie all’inverno, con le sue abbondanti piogge e la sua neve, che il terreno si nutre di acqua e permette, insieme al ritorno del sole, quell’esplosione di vita che è la primavera. In altre parole senza crisi non vi può essere rinascita, e solo ciò che decade può risorgere a nuova vita. Non a caso l’ideogramma con cui i giapponesi rappresentino da sempre la parola crisi è composta dall’unione di due simboli, uno che indica il rischio e l’altro che indica l’opportunità. E sempre in questa logica, Albert Einstein, eloquentemente scrisse: “…La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie…”. Trasferito a livello politico e sociale può significare che possiamo (forse meglio dire dovremmo) guardare alle opportunità (più che ai rischi) che questo momento di difficoltà nazionale ci sta offrendo per cambiare il nostro Paese in meglio. I rischi certo esistono ed in molti di noi purtroppo li hanno già subiti e li stanno subendo tuttora, ma le opportunità ci sono, sono di gran lunga più forti dei rischi, ed in esse dobbiamo necessariamente confidare.

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