L’intervento sui debiti fuori bilancio fatto a nome dei Gruppi consiliari di opposizione

Consiglio4

I consiglieri di opposizione avevamo chiesto la convocazione di un Consiglio comunale per discutere della critica situazione delle attività produttive nella nostra Città. Per tutta risposta l’Amministrazione Comunale ha convocato per oggi 29 maggio 2014 un Consiglio Comunale con 66 punti all’ordine del giorno, di cui i primi 65 aventi ad oggetto ”riconoscimento debiti fuori bilancio” e il 66° punto quello richiesto da noi. Tali debiti fuori bilancio sono debiti che il Comune ha contratto in questi anni nei confronti di attività produttive, aziende e negozi della nostra Città e di Città vicine per un ammontare di circa 800.000 euro. 
Viste le perplessità da noi sempre sollevate circa l’ammontare di questi debiti, la loro regolarità, viste infine le dimissioni del Revisore unico dei conti (dott.ssa maria Teresa Albano di Pizzo, il secondo revisore che si dimette in un anno e mezzo dall’incarico al Comune di Bisignano) abbiamo deciso come forze consiliari di opposizione di chiedere il rinvio della trattazione di questi punti al fine di poter avere maggiori elementi per la loro approvazione. La richiesta è stata da me letta durante il Consiglio comunale a nome dei gruppi consiliari ”Bisignano al Centro” e ”Alleanza Democratica”. Di seguito ne riporto la versione integrale:

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”Da inserire nel corpo delle deliberazioni del consiglio comunale del 29 giugno 2014.

Gli argomenti da trattare in questa seduta del Consiglio Comunale riguardano un gran numero di debiti fuori bilancio. Si tratta degli stessi che l’Amministrazione Comunale ha ritirato nel corso della seduta consiliare del 16/12/2013.
Per molti di essi – quelli di parte corrente riconducibili alla casistica di cui all’art. 194, comma 1 lettera e) del D.lgs 18/8/2000 n. 267 – permane il parere negativo del Revisore Unico, il quale ha rilevato:

“che sia nella forma che nella sostanza per la somma da riconoscere, non sono adeguatamente dimostrati, giustificati ed indicati l’arricchimento, l’utilità, l’ordinante, l’utilizzatore, gli atti iniziali cui, anche indirettamente, possa essere riconoscibile la fornitura. Che contabilmente la spesa ha impropriamente impegnato il bilancio 2013 e la gestione futura dei residui”.

Ma c’è di più!
Il Revisore evidenzia ancora:

“ – che dal punto di vista contabile, la copertura finanziaria, così individuata dal settore IV ed attestata dal Settore Finanziario, è stata assunta in violazione delle norme giuscontabili di cui al Tuel ed ai principi di contabilità e postulati del bilancio degli enti Locali;
– che, dal punto di vista formale, l’impegno (ed il successivo rinvio a residuo) ha giuridicamente già determinato un’obbligazione dell’Ente nei confronti della controparte;
– è pertanto palese che esistano delle responsabilità in capo aa agenti interni pro tempore dell’Ente”

Ciò dimostra che i rilievi precedentemente mossi al sindaco e agli uffici competenti dal capogruppo Fucile Francesco, per conto dei gruppi di opposizione consiliare, all’atto di approvazione del bilancio 2013, erano fondati e che, con inconcepibile ostinazione, il sindaco e la maggioranza hanno comunque proceduto al rinvio della trattazione dei punti 3 e 4 dell’ordine del giorno senza apportare i dovuti correttivi. Si vedano a tal proposito le deliberazioni nn. 18 e 19 del 16/12/2013.
Più precisamente, durante la seduta consiliare del 16/12/2013, prima della trattazione dei punti all’O.d.g., undici consiglieri comunali di maggioranza, con apposito documento firmato, hanno proposto “il rinvio dei punti 3-4 in considerazione dei pareri espressi dal revisore dei conti ed al fine di consentire al responsabile del IV Settore di svolgere l’istruttoria e gli atti conseguenti così come richiesto dal revisore dei conti nei rispettivi pareri a corredo delle proposte ai 3-4 all’ordine del giorno”. Al contrario, sei consiglieri di opposizione, nell’esprimere il loro voto contrario alla suddetta proposta, hanno rilevato, obiettato e dichiarato che: “il rinvio dei punti 3 e 4 dell’O.d.G. compromette gli equilibri di bilancio sia annuale che pluriennale (parte corrente e parte capitale) e non rispetta assolutamente i seguenti principi dell’Osservatorio sulla finanza locale:

Principio dell’unità. L’ente locale è una entità giuridica unitaria. Unitario, pertanto, deve essere il suo bilancio di previsione ed il rendiconto. I documenti contabili non possono essere articolati in maniera tale da destinare alcune fonti a determinati e specifici impieghi, salvo diversa disposizione normativa. Quindi il complesso delle entrate che finanzia l’ente pubblico serve a far fronte al complesso delle sue spese;
Principio della veridicità. Il legislatore, ricorrendo al termine «veridicità», fa esplicito riferimento al principio internazionale del true and fair view, ripreso nella tradizione normativa e contabile italiana con la prescrizione di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria dell’ente e il risultato economico dell’esercizio. Il principio della veridicità non si applica solo ai documenti di rendicontazione, ma anche a quelli di previsione nei quali è da intendersi come rigorosa valutazione dei flussi finanziari generati dalle operazioni che si svolgeranno nel futuro periodo di riferimento. Una corretta interpretazione del principio della veridicità richiede anche l’enunciazione degli altri postulati di bilancio (che in questa nota si elencano), quali: il principio del pareggio finanziario, della pubblicità, della comprensibilità, significatività e rilevanza, attendibilità, verificabilità, della coerenza, della congruità, della motivata flessibilità, della neutralità, della prudenza, della comparabilità, della competenza finanziaria, della competenza economica;
Principio dell’universalità. Il principio dell’universalità rafforza quello di unità. È necessario ricomprendere nel sistema di bilancio tutte le finalità e gli obiettivi di gestione, nonché i relativi valori finanziari, economici e patrimoniali riconducibili all’ente locale, al fine di presentare una rappresentazione veritiera e corretta dell’andamento dell’ente”. In particolare, il consigliere comunale di opposizione faceva notare all’assise consiliare che la deliberazione di approvazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013-2015, di cui al punto 15) dell’Odg, sarebbe risultata essere palesemente illegittima, poiché il mancato riconoscimento dei debiti fuori bilancio di cui ai punti 3) e 4) dell’Odg inficiava gli equilibri di bilancio di cui all’art. 162, comma 6 del Tuel. Infatti, il mancato riconoscimento dei Dfb di che trattasi, atto propedeutico alla deliberazione consiliare di approvazione del bilancio, determina, di fatto, un bilancio annuale e pluriennale non in pareggio finanziario in virtù delle minori spese che si registrano nel bilancio annuale 2013 (Cap. 1090: 153.854,75; Cap. 3016/2: € 227.218,00) e nel bilancio pluriennale 2013-2015 (annualità 2014 -Cap. 3016/3: € 416.791,19).
Inoltre, si faceva notare che l’inopportunità e l’illegittimità della scelta operata dall’Amministrazione comunale, in sede di assise consiliare, trovava conferma nell’opposta scelta operata dalla stessa Amministrazione alcuni giorni prima della seduta consiliare del 16/12/2013. Infatti, con apposito emendamento allo schema di bilancio, presentato dal Sindaco in data 12/12/2013 prot. 21078, ed operando, in quel caso, a norma dell’art. 11 del vigente regolamento di contabilità, veniva proposto sia l’eliminazione dei mutui che si volevano contrarre con la Cassa Depositi e prestiti nel 2013, non più contraibili per la tempistica stringente, e sia “di apportare al bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013-2015, di parte corrente, le dovute correzioni a seguito della riduzione di € 42.320,50 riferita a minori debiti fuori bilancio, così come comunicato dal Responsabile del IV Settore”. Da ciò risulta evidente la difformità di comportamento dell’Amministrazione che ha inteso emendare lo schema di bilancio annuale in virtù della minore spesa di € 42.000,00, ma non ha inteso emendare lo schema di bilancio annuale e pluriennale in virtù della minore spesa di parte corrente, ammontante ad € 153.854,75, e di parte capitale ammontante ad € 644.008,43, contravvenendo, di fatto, alle prescrizioni regolamentari comunali in materia (art. 11 del regolamento di contabilità). Ciò nonostante l’Amministrazione comunale, con i soli voti della maggioranza consiliare (n. 11), ha deliberato il rinvio della trattazione di detti punti ed, a seguito dell’approvazione di tale rinvio, il Sindaco ha rassicurato il consiglio comunale sul fatto che, entro il termine massimo del 31/12/2013, si sarebbe tenuta una nuova assise consiliare finalizzata al riconoscimento dei debiti fuori bilancio di cui ai punti 3) e 4) dell’O.d.g. del consiglio comunale del 16/12/2013.
Successivamente, nella stessa seduta consiliare del 16/12/2013 ed in sede di trattazione del punto 15) all’Odg, il consigliere comunale Fucile ha dato lettura di apposita nota prot. 21292, a firma dei consiglieri comunali di opposizione (Fucile, Vilardi, Nicoletti, Lo Giudice, Cairo ed Algieri) e diretta al Sindaco, alla Giunta Comunale, al Responsabile del Settore Economico-finanziario, al Revisore dei Conti, alla Corte dei Conti (sez. giurisdizionale) e, per conoscenza, al Segretario Comunale ed al Prefetto. Con tale nota, i consiglieri comunali di opposizione, chiedevano, in particolare, l’annullamento della Deliberazione di Giunta Comunale n. 252 del 22/11/2013 avente ad oggetto: “Approvazione schema del Bilancio di Previsione per l’anno 2013 – Relazione Previsionale e Programmatica e Bilancio Pluriennale per il triennio 2013-2015”, in quanto palesemente inficiata sia sotto il profilo della legittimità che nel merito
In aggiunta, si ritiene opportuno fare rilevare che il consigliere Fucile, il 28/08/2013, dopo aver preso visione della richiesta dell’Organo di Revisione (prot. 11727 del 19/07/2013) rivolta a tutti i settori dell’Ente e volta all’attestazione di eventuali debiti fuori bilancio, nonché delle relative note di riscontro, ha chiesto al Sindaco quanto segue:
1. “Quali sono le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione e gli organi burocratici competenti a nascondere deliberatamente e puntualmente, anno dopo anno e solo con alcune eccezioni, l’enorme massa di debiti che ora, su specifica richiesta del revisore dei conti, sono stati quantificati e si presume nella loro interezza, senza che, col susseguirsi degli anni, ne sia stato fatto cenno né sugli atti di approvazione dei bilanci e né su quelli di approvazione dei relativi consuntivi.
2. Quali sono state, per ogni singolo debito, compresi quelli emersi per lavori di somma urgenza, le procedure seguite per arrivare all’ordinazione fatta in favore dei terzi (ditte).
3. In che modo è avvenuta l’ordinazione fatta ai terzi (le varie ditte ed imprese), in considerazione del fatto che, presso le amministrazioni pubbliche, l’unica forma contrattuale (salvo eccezioni), può essere solo quella scritta, con esclusione di ogni forma verbale in evidente contrasto con la legge in vigore, perché non da alcuna legittima garanzia né all’Amministrazione ordinante e né alle imprese esecutrici dell’ordinazione che, verbalmente, non possono avere nessuna certezza sui termini di pagamento.
4. Quali sono i nominativi dei funzionari o, eventualmente, degli organi politici, che hanno sottoscritto le ordinazioni sapendo di commettere delle palesi violazioni di legge (si chiede copia delle ordinazioni).
5. Se dopo la consegna delle forniture, l’esecuzione dei servizi o dei lavori, sono stati rispettati i seguenti adempimenti di legge e se esistono i relativi verbali (di cui si richiede copia):
a) verifica della regolarità delle forniture;
b) verifica della regolarità dei servizi;
c) collaudo dei lavori eseguiti.
6. Se prima di affidare le commissioni alle ditte o imprese sono state fatte verifiche sulla congruità dei prezzi applicati e quali sono state le modalità, in considerazione del fatto che secondo il criterio della economicità, a parità di condizioni, per non creare un danno erariale all’Ente, deve essere scelto sempre il prezzo più basso.
7. Se tali debiti fuori bilancio possiedono tutti i requisiti di legge per essere riconosciuti e come si provvederà al loro finanziamento”.

Tuttavia, tale richiesta del consigliere Fucile, rimasta inevasa e raggirata da riscontri del tutto elusivi sia da parte del Sindaco che dai vari responsabili di settore dell’Ente, trova conferma in quanto specificato dall’Organo di Revisione nei pareri (prott. 21135 e 21136 del 13/12/2013) espressi sulla proposta di riconoscimento dei debiti fuori bilancio del IV Settore che in merito asserisce quanto segue: “Il Settore IV ha relazionato, dietro numerose richieste e specifiche richieste da parte di quest’Organo di Revisione, elencando i creditori anagraficamente e fiscalmente individuati e l’importo certo della spesa riferita ai singoli debiti ma specificando in modo carente e lacunoso, le motivazioni che hanno prodotto la situazione debitoria, le motivazioni di pubblica utilità che giustificano l’attribuzione del debito alla casistica di cui all’art. 194, c. 1 lett. e) del Tuel, l’indicazione degli atti amministrativi iniziali in virtù dei quali è sorto il rapporto tra l’Ente ed i creditori”.
Sulla base di tali presupposti, l’Organo di Revisione, a termine della propria istruttoria, ha espresso parere non favorevole sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio del IV Settore “per insufficienza dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalla citata norma, in ordine all’adeguatezza delle informazioni fornite dal Settore, utile a permettere una valutazione congruità, coerenza ed attendibilità contabile della proposta di provvedimento oggetto di parere, al fine di consentire al Consiglio Comunale di deliberare motivatamente in merito”. Nonostante le gravi illegittimità sin ad ora evidenziate, in riferimento alla nota dei consiglieri di opposizione e che vanno ad aggiungersi a quanto esplicitato al punto 3), l’Amministrazione comunale, con i soli voti della maggioranza consiliare (n. 11), ha deciso, nella seduta del 16/12/2013, l’approvazione della deliberazione di consiglio comunale n. 30, avente ad oggetto: “Bilancio annuale di Previsione per l’Esercizio Finanziario 2013 – Relazione Previsionale e Programmatica e Bilancio Pluriennale per il triennio 2013-2015 – Esame ed approvazione”.
Dopo il Consiglio Comunale del 16/12/2013, in sede di commissione capigruppo consiliare convocata dal Presidente per il 20/12/2013 (ore 12:30), lo stesso ha comunicato ai capigruppo di opposizione (Fucile e Lo Giudice) che l’assise consiliare per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, per i quali la maggioranza consiliare aveva chiesto ed approvato il rinvio dei correlati punti nella precedente seduta del 16/12/2013 non si sarebbe più tenuta, poiché per n. 133 su 135 proposte di riconoscimento di debiti fuori bilancio redatte dal Responsabile del IV, il Revisore dei Conti aveva espresso parere negativo.
Successivamente, con Determinazione del Responsabile del IV Settore n. 364 del 27/12/2013, è stata definitivamente impegnata la somma € 153.854,75 sul Cap. 1090 (rubricato: “Spesa finanziamento D.F.B. riconosciuti e da pagare nell’annualità 2014. Vedi Cap. Entr. 2050/1) e la somma di € 227.218,00 sul Cap. 3016/2 (rubricato “ Spesa D.F.B. in conto capitale finanziati da affrancazione terreni com.li gravati da usi civici. Vedi Cap. Entr. 4008/1”) nonostante il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, oggetto dei succitati capitoli di spesa, non sia mai avvenuto.

SI OSSERVA ANCORA

La violazione dell’art. 151, comma 1 e dell’art. 162 del D.lgs n. 267/2000 e succ. modif. integr., poiché il ritiro dei punti 3) e 4) all’Odg del Consiglio Comunale del 16/12/2013 ed il conseguente mancato riconoscimento dei debiti fuori bilancio del IV Settore, atto propedeutico alla deliberazione consiliare di approvazione del bilancio, determina, di fatto, un bilancio annuale e pluriennale non in pareggio finanziario e non rispondente ai principi di annualità, universalità e veridicità. Infatti, nel bilancio annuale 2013 si rilevano delle spese che non hanno più ragione di esistere (Cap. 1090 rubricato “Spesa finanziamento D.f.b. riconosciuti e da pagare nell’annualità 2014, vedi Cap. 2050/1” di importo pari ad € 153.854,75. La palese violazione delle prescrizioni di cui all’art. 162 del D.lgs 267/2000 trova conferma anche nella mancata convocazione, dopo il 16/12/2013, di un assise comunale che si sarebbe dovuta tenere entro il 31/12/2013 e da destinare al riconoscimento dei debiti fuori bilancio oggetto di rinvio.

A CIÒ SI AGGIUNGA

Che i punti riguardanti i debiti fuori bilancio, inseriti all’O.d.g. del Consiglio Comunale del 29 maggio 2014, non sono stati oggetto di trattazione della competente Commissione consiliare “Bilancio e Finanza”, ma della Commissione consiliare “Lavori Pubblici – Protezione Civile – Cimitero e Servizi Cimiteriali – Acquedotto – Fognature”. A proposito, si osserva che la Commissione che ha trattato in passato questi stessi argomenti è stata quella del Bilancio, come risulta dal Verbale della seduta della stessa Commissione consiliare del 10.12.2013. Il Consiglio Comunale è chiamato, infatti, a deliberare sul riconoscimento di debiti fuori bilancio e non su procedure tecniche che hanno riguardano in passato il Settore dei Lavori Pubblici. Non si spiega, quindi, la determinazione dell’Amministrazione di trasferire la trattazione di questi argomenti alla commissione Consiliare dei “Lavori Pubblici, …”; sarebbe stato più corretto continuare a far discutere gli stessi argomenti alla Commissione Bilancio e Finanza e far partecipare alla seduta il responsabile del Settore IV, oppure convocare congiuntamente le due commissioni.
Sul piano squisitamente politico-amministrativo si osserva che, nonostante vi sia stata la costituzione di un’apposita “Commissione di ausilio per ulteriori accertamenti dei debiti fuori bilancio”, come si evince dalla determinazione n. 122 del 28 febbraio 2014, a firma del Responsabile del settore IV, l’Amministrazione non è ancora in grado di chiarire tutte le criticità e i dubbi sollevati dai consiglieri comunali di opposizione e dal Revisore dei conti.
Inoltre, ma non per questo meno importante, con grande preoccupazione abbiamo registrato le dimissioni, impreviste e sconcertanti, che sono state prodotte da parte del Revisore Unico dei conti, Dott.ssa Maria Teresa Albano, alla quale va il nostro ringraziamento per avere svolto con diligenza e professionalità il proprio compito. Ci lascia perplessi la tempestività con cui la stessa ha prodotto le dimissioni che giungono a distanza di appena ventiquattro ore dal rilascio di un parere fortemente negativo su gran parte dei punti all’O.d.g.
Cosa avrà determinato un simile comportamento?

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO

SI CHIEDE

Al Sindaco ed alla Maggioranza Consiliare il rinvio del Consiglio comunale per consentire ai consiglieri di espletare pienamente il proprio mandato consiliare e per fugare ogni dubbio sulla regolarità delle procedure adottate in ordine ai punti inseriti all’O.d.g.
Infine, si precisa che qualora l’Amministrazione Comunale non dovesse tenere in alcun conto le istanze finora rappresentate – considerato che secondo i gruppi consiliari di opposizione a tutt’oggi permangono gravi vizi di legittimità e di merito – i sottoscritti consiglieri si vedranno costretti, loro malgrado, a rivolgersi alle autorità competenti, anche per accertare eventuali responsabilità sia di natura politica che amministrativa.

Bisignano, 29 Maggio 2014

I Consiglieri Comunali

Francesco Fucile
Sandro Tullio Vilardi 
Francesco Lo Giudice 
Roberto Cairo 

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Messa ai voti la nostra proposta e respinta tramite votazione dai Consiglieri di Maggioranza, Noi Consiglieri di Minoranza abbiamo deciso, alla luce delle cose scritte e dette, di abbandonare i lavori del Consiglio.  

 

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