Il mio intervento alla conferenza stampa sull’abbandono del Consiglio Comunale

INTERVENTO per la CONFERENZA STAMPA indetta dai CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE di Bisignano
30 NOVEMBRE 2015 – sede del Partito Democratico.

conferenzastampa30nov2015

 

Saluti e ringraziamenti ai giornalisti Mario Guido, Ermanno Arcuri e Massimo Maneggio

che ci danno la possibilità di spiegare le ragioni del nostro gesto, nonché arrivare a tutti quei cittadini che solitamente non vengono ai Consigli comunali e non vedono Tele Libera Cassano. E saluti e ringraziamenti a tutti gli amici e le persone presenti in sala.

Come dicevano i colleghi Cairo e Fucile prima, non possiamo più tollerare lo ‘sviluppo insostenibile’ promosso da questa Amministrazione, che sta pregiudicando la crescita della nostra Città e creando molti disagi e sofferenze. 

Così come rigettiamo con forza le accuse e le invettive di terrorismo mosseci dal Sindaco facente funzioni, Damiano Grispo, che ci ha paragonato all’ISIS.
Di questo Gli chiedo di scusarsi pubblicamente al più presto.

A noi pare, invece, che rispetto allo stato di sofferenza e degrado della nostra Città, il nostro comportamento sia finanche troppo temperato, costruttivo,  responsabile. Tanto da aver suscitato le ira di molti concittadini e sostenitori che vorrebbero un’opposizione più dura e aggressiva, viste le condizioni della città di Bisignano oggi.  

Ma veniamo ai fatti:

Abbiamo abbandonato la seduta consiliare del 27 novembre scorso per i motivi già illustrati dal Consigliere Fucile, solo dopo che, (come facciamo sempre) ci siamo avvalsi della facoltà di rivelare un errore e proporre una soluzione. Solo dopo cioè aver chiesto ai sensi dell’art. 46 del Regolamento del Consiglio Comunale la ‘’questione sospensiva’’, ossia una richiesta di rinvio della trattazione dell’argomento ad altra seduta, motivata dalla non coincidenza dei dati economici del Fondo di Riserva tra la prima e la seconda bozza della Deliberazione di Consiglio Comunale relativa all’assestamento di bilancio che avremmo dovuto discutere e poi votare in Consiglio.

A questa motivata richiesta di rinvio, su cui ci eravamo dichiarati disponibili a collaborare per non far scadere i termini del 30 novembre (disposti a fare il Consiglio anche di Domenica), la Maggioranza ha risposto, ancora una volta, con atteggiamenti di prepotenza e arroganza, non accogliendo di fatto la nostra proposta e andando così a votare un assestamento di bilancio fondato su conti inesatti.

Si può votare qualcosa di importante come il bilancio di un ente pubblico, i cui dati non coincidono anche se solo in una parte?

Ecco perché abbiamo abbandonato il Consiglio comunale. Per richiamare l’attenzione della gente e degli organi preposti su questi modi di gestire la cosa pubblica.  

Di questi comportamenti avviseremo gli Enti preposti alla supervisione dell’agire degli enti, come la Prefettura e la Corte dei Conti.

Delicata è infatti la situazione finanziaria del nostro Comune.  

Negli ultimi due anni infatti il Comune è riuscito a pareggiare i conti solo grazie alle 900.000 euro annue che la Regione gli ha trasferito per la Piattaforma.

Lo stesso Dirigente del Primo Settore, Franco Guido, diceva che qualora fosse venuto meno il benefit di 900.000 euro della piattaforma sui rifiuti al Comune di Bisignano, sarebbe stato impossibile garantire l’equilibrio di bilancio.

Ad oggi, 30 novembre 2015, a ben due mesi dalla scadenza della terza tranche del benefit della piattaforma, (stabilita al 30 settembre 2015) le 900.000 euro non sono arrivate.

Il che significa che il Comune si avvia verso il dissesto finanziario !

Ma non è solo la questione Piattaforma e benefit a preoccuparci:

c’è da aggiungere:

  1. il continuo ricorso all’anticipazione di tesoreria;
  2. l’indebitamento del Comune fino al 2044 per circa 4 milioni di euro di mutuo con rate da 160.000 euro all’anno.
  3. una evasione fiscale ai massimi storici: (solo per fare qualche esempio: per la TARI relativa all’anno 2014 il Comune prevedeva di incassare 1.220.000,00 euro. All’11 novembre 2015 ne risultano incassati 394.449,17 – ossia un terzo! (il 33% circa);
    per l’Acqua relativa all’anno 2013 il Comune prevedeva di incassare 612.083,38. Sempre all’11 novembre 2015 ha riscosso 160.000,00, esattamente un quarto di quanto doveva riscuotere !!!

Politiche sbagliate e dannose sono state fatte anche in questo caso: anziché venire incontro ai cittadini con politiche di conciliazione dei tributi dovuti al Comune, o varare la politica del baratto amministrativo propostagli dal Movimento Popolare per Bisignano, si è dato il via in modo vile a una spietata operazione di pignoramento dei conti correnti e delle pensioni, anche di invalidità, che ha causato sofferenze e disagi a molte famiglie per molto tempo.

 

  1. Un ricorso eccessivo e molto dispendioso alle cause giudiziarie e ai conflitti giudiziari. Si pensi che dal 2012 a oggi sono stati spesi dall’Ente Comune ben 42.050 euro per risarcimento danni (!!!) e ben 433.269 euro per controversie legali (!!!)

 Precisamente: € 75.000  il 2012; € 94.000 il 2013; € 187.914 il 2014; € 76.355 il 2015 !

Quanti interventi per migliorare i servizi si potevano fare con circa 500.000 euro che sono stati spesi in risarcimenti danni e controversie legali?

Del resto sia l’evasione fiscale che i ricorsi e i contenziosi giudiziari sono strettamente correlati al modo di fare politica.  

E’ vero che la gente non paga le tasse perché c’è la crisi, ma è altresì vero che non paga le tasse anche e soprattutto quando i relativi servizi (soprattutto essenziali) non sono garantiti.

(mostrata bottiglia d’acqua di color marrone chiaro) Questa è l’acqua che esce dai rubinetti delle nostre case a novembre 2015! L’acqua che va nelle nostre lavatrici, nelle nostre stoviglie, nei bagni e nelle cucine delle nostre case! Un’acqua che sembra thè.  

Questa è un’acqua non potabile e pericolosa da un punto di vista igienico sanitario.

Per non parlare poi, come abbiamo sempre fatto, del servizio inefficiente o addirittura inesistente della raccolta dei rifiuti; della pubblica illuminazione che difetta; della fognatura che in molte contrade ancora non c’è e di depuratori che non funzionano e sono chiusi; di istituzioni preposte a promuovere la cultura come la biblioteca comunale a cui non vengono acquistate il toner per la stampante e non vengono aggiustati i computer rotti; dello stato di dissesto delle strade comunali;

Talmente è elevato lo stato di dissesto delle strade e più in generale talmente è carente il livello dei servizi pubblici essenziali, che in questi ultimi anni sono piovute al Municipio centinaia e centinaia di firme per sollecitare interventi, fino al punto che, nell’anno 2013, i cittadini della zona a monte (contrade di Pagliaspito, Pantano, Pezzapiana, Gallice) hanno firmato una petizione per chiedere addirittura il passaggio dei loro territori al Comune di Santa Sofia (!!!) con la quale confinano.

Per non parlare delle opere pubbliche tutte ferme, anche a causa di un piano strutturale comunale non approvato per anni. 

Finalmente, dopo anni di immobilismo, sono ripartiti i lavori sia al Santuario di Sant’Umile che al Museo della liuteria, oggetti di furti e vandalismi, anche grazie all’insistenza politica e alle denunce di noi forze di opposizione.

Museo della liuteria che avrebbe dovuto ospitare anche quella preziosa chitarra battente del compianto Maestro Vincenzo De Bonis, che invece maldestramente e illecitamente i nostri Amministratori hanno regalato a Frank Bisignano, pur essendo destinata al Museo.

Oppure alla Mensa scolastica, che per il secondo anno consecutivo, parte in estremo ritardo e solo grazie alle vibrate proteste di noi Consiglieri di opposizione e soprattutto delle mamme e dei papà dei bimbi, riuniti a decine sotto la casa comunale.

E come se tutto questo non bastasse, infine, comportamenti ostili e prevaricatori anche nei confronti dei dipendenti comunali e dei consulenti che hanno prestato servizio al Comune.

Per anni, si è scaricata la responsabilità contro i dipendenti comunali, aizzandogli contro i malumori della popolazione, poi si è arrivati a non pagargli gli stipendi, ora non gli si vuole riconoscere i buoni pasto, e a quelli che osano reagire li si confina lontano dalla sede municipale come si faceva in tempi non democratici, anche quando si tratta di funzionari con incarichi sindacali, dando l’idea di agire per ritorsione.  

Ora mettono a rischio il posto di lavoro di 50 persone, accorgendosi di colpo che la convenzione con la Consuleco era scaduta e non rinnovata. Con un aggravio di 180.000 euro e più annui. 

Avanzano soldi le imprese, i lavoratori ipovedenti, gli operatori ecologici, i liberi professionisti. 

Insomma, un modo di agire insostenibile e antidemocratico di cui non possiamo assolutamente essere complici.

Ecco perché, all’ennesima scorrettezza da parte degli Amministratori di Maggioranza, abbiamo abbandonato il Consiglio Comunale e abbiamo deciso di informare la nostra popolazione di quello che sta accadendo a Bisignano.

Grazie!
30.11.2015 – Francesco Lo Giudice

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