Il mio intervento all’incontro con i cittadini sul mega impianto rifiuti

conferenza 5

Buonasera. Lasciate che mi complimenti innanzitutto con Luisa Boscarelli  e gli altri concittadini che hanno organizzato questa e le precedenti partecipate Assemblee cittadine le quali, insieme a quelle organizzate dalle mamme per il problema del trasporto scolastico di qualche settimana fa, costituiscono a mio avviso uno dei momenti di partecipazione più belli degli ultimi anni nella nostra Città. Una partecipazione civica di cui a dire il vero se ne avvertiva la mancanza.

Trovo che sia maturo e coraggioso voler discutere la questione di oggi senza partito preso. Senza prendere posizioni a priori. Incontrarsi, discutere e generare consapevolezza sulle questioni su cui si è chiamati ad assumere delle posizioni è l’essenza democrazia. Sono attività che dobbiamo tutelare. 

Noi Consiglieri  comunali non siamo a priori contrari all’impianto in sè ma siamo contrari alle dimensioni e soprattutto alle modalità con le quali si propugna un’operazione politica e amministrativa la quale, sia per i contenuti (i rifiuti – che rappresentano una questione delicatissima sia per i rischi di inquinamento ambientale che, come sappiamo, di infiltrazione e gestione della criminalità organizzata) che per le dimensioni (circa 50 camion al giorno che porteranno rifiuti in un impianto che condizionerà la metà se non tutta la Media valle del Crati) ci ha preoccupato fin dall’inizio.

Ecco perché abbiamo deciso di votare in modo contrario e abbiamo inteso altresì avvertire la cittadinanza tutta di quello che stava accadendo in silenzio.  

Ma come si suol dire: il diavolo fa le pentole ma si dimentica i coperchi! Senza voler dare ovviamente del diavolo a nessuno ritengo infatti che le incongruenze documentali (o vizi di legittimità) che ben evidenziava prima il collega Fucile siano in realtà la dimostrazione, la conferma, che lo scopo di questa operazione non sia risolvere la pur grave emergenza rifiuti, ma un’altra emergenza, che tutti abbiamo capito!

L’abbiamo capito noi a Bisignano e l’hanno capito le popolazioni vicine (tanto che stasera sono venuti qui a partecipare all’Assemblea i Consiglieri comunali di Lattarico e Mongrassano, avendo ricevuto preoccupazioni dai loro concittadini).

Per cui, e concludo, questa mobilitazione insieme al risultato che abbiamo ottenuto ieri alla Commissione regionale Ambiente con la sospensione del procedimento amministrazione di attuazione dell’impianto, lo considero – fuori da ogni retorica – un successo Vostro, nostro, di tutta la Città di Bisignano.

Grazie!

Sollecitato poi da un intervento sulla zona industriale e la incompatibilità tra industria e agricoltura ho ripreso la parola e ho detto: 

Riprendo la parola perchè sollecitato da questo ultimo intervento. Secondo me stasera abbiamo il dovere anche di chiarire un equivoco che mi pare sia stato alimentato tra l’altro dall’attuale Amministrazione, quello cioè che vede l’industria incompatibile con l’agricoltura. Io personalmente sono un sostenitore dello sviluppo industriale, perché l’industria produce ricchezza, lavoro, sviluppo e credo che industria e agricoltura non siano assolutamente in conflitto tra loro; sono anzi complementari!

Tornando da Reggio infatti in macchina ragionavamo proprio sul fatto che le maggior industrie o aziende di tipo industriale operanti a Bisignano hanno a che fare con l’agricoltura:
– la fabbrica di Pietramala che produce e commercia serbatoi per olio, vino e altri alimenti;
– l’ Agricola che produce e vende attrezzi e prodotti per l’agricoltura;
– la Gias che trasforma e commercia prodotti agricoli;
– l’azienda di Francesco Rosa e Marcello Prezioso che trasforma e commercia prodotti agricoli;
– l’azienda di Vincenzo Perri che trasforma e commercia prodotti agricoli;
– l’azienda di Carmelo Turco che trasforma e commercia prodotti agricoli;
– l’azienda di Papaianni che coltiva e commercia fiori;  

e diverse altre che non sto qui a nominare. 

Ragion per cui, torno a ripetere, la nostra non è un’iniziativa contro l’industrializzazione! La nostra è un’iniziativa contro un certo modo di fare industrializzazione e di affrontare i problemi esistenti, finendo con il creare nuovi problemi.

Giusto questo, grazie! 

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