La forza delle associazioni & il ruolo degli amministratori pubblici

Questa dalla quale stiamo a fatica uscendo è stata un’autentica crisi, al contempo economica e sociale. Economica per il deragliamento del nostro sistema finanziario ed economico-produttivo; sociale, per l’eccessivo individualismo dovuto allo sfilacciarsi dei rapporti umani e all’indebolimento delle principali agenzie socio-educative come la famiglia, la scuola, il partito, la parrocchia, l’associazione, ecc. Anche la nostra città ha inevitabilmente risentito di questa crisi sociale, e i suicidi avvenuti negli ultimi anni ne sono, a mio avviso, una tristissima testimonianza, forse unica come intensità nella storia di Bisignano.

Quando difficoltà e drammi personali non trovano appiglio nella funzionalità e nella solidarietà della collettività, il verificarsi di questi tragici eventi purtroppo aumenta, come studi sociologici dimostrano a riguardo. Le amministrazioni locali hanno il dovere di stimolare e guidare questo processo di ripresa delle proprie comunità, favorendo in tutti i modi la creazione di posti di lavoro e investendo nelle associazioni. Si, nelle associazioni, di qualunque natura esse siano: sportive, ricreative, culturali, politiche, religiose, ecc.
Anche soltanto logisticamente, se non sono possibili investimenti economici. Perché le associazioni, nel curare il loro specifico interesse, fanno molto di più: aggregano le persone, le stimolano a migliorarsi e ad esprimere la loro personalità (come ci ricorda l’art. 2 della nostra Costituzione) alimentano la fiducia sociale, muovono l’economia e agiscono spesso colmando lacune istituzionali ed incapacità politiche. Ruolo che diventa ancora più prezioso da noi al sud, dove per tanti anni hanno prevalso familismo amorale e modelli criminali ed illegali di associazionismo. Non è un caso che Alexis de Tocqueville, nello studiare la società degli Stati Uniti d’America, abbia rinvenuto proprio nelle associazioni la forza di quest’ultima. Tanto da esprimersi così: “… Se dietro un’iniziativa importante c’è in Francia lo Stato e in Inghilterra un signore, in America si trova un’associazione. …” .
Non da meno lo scrittore Italo Calvino, sempre a proposito delle associazioni ne “Il barone rampante” si esprime così: “…Le associazioni rendono l’uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone e danno la gioia che raramente s’ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c’é onesta e brava e capace per cui vale la pena di volere cose buone (mentre vivendo per proprio conto capita più spesso il contrario, di vedere l’altra faccia della gente, quella per cui bisogna tener sempre la mano alla guardia della spada…)”.
L’auspicio è dunque che anche nella nostra città si torni a dare alle associazioni l’importanza ed il valore che meritano e che non abbiano più a ripetersi, nei confronti delle associazioni, comportamenti politico-amministrativi ostili, basati su ragionamenti personalistici, come è successo nei recenti casi delle Serenate e del Palio.

04 febbraio 2011
Francesco Lo Giudice

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3 commenti

  • Brunella

    Accade una cosa strana che non riesco a spiegarmi.Nella maggior parte dei casi chi copre il ruolo di amministratore è una capra, volendo usare un termine alla Sgarbi, mentre chi sta fuori delle amministrazioni e svolge la sua attività nell’ambito delle associazioni è sempre geniale ed intuitivo.
    Ho provato a dare una spiegazione e penso che questo fenomeno sia da attribuire alla LIBERTA’di pensiero e daa vincoli con i partiti politici.
    Non rinuncerò mai alla mia libertà.

  • admin

    Ciao Brunella, non ho voluto intendere la questione proprio in questo modo. Con questo mio articolo ho voluto esternare una convinzione: la preziosa importanza delle associazioni per la qualità di un sistema democratico e la relativa necessità delle amministrazioni pubbliche di sostenerle. Le associazioni sono a mio avviso preziose sia perchè contribuiscono al costruttivo svolgimento della personalità dell’individuo, sia perchè promuovono l’integrazione e l’aggregazione sociale, la formazione, lo sviluppo economico. Gli amministratori pubblici talvolta peccano di incapacità o negligenza nel voler riconoscere alle associazioni questi ruoli, e dunque di mettere in atto comportamenti e politiche contrarie alla convenienza collettiva, al buon senso e alle missioni delle istituzioni dello Stato. Non sò se ho risposto alla Tua osservazione.

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