La prefazione al mio nuovo libro di Stefania Covello, Responsabile Mezzogiorno e Fondi Ue del Partito Democratico

Ho piacere di pubblicare in anteprima il contribuito al mio nuovo libro ”Il futuro dell’Italia si gioca a Sud” (di prossima uscita per Apollo Edizioni)  dell’on. Stefania Covello, Responsabile Mezzogiorno e Fondi UE del Partito Democratico:

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Il lavoro di Francesco non solo per contenuti e analisi risulta gradevole e,  soprattutto, di grandissima attualità. E’ una riflessione articolata che  cade,  opportunamente,  in un periodo storico in cui il nostro Sud dopo tre lustri di marginalità torna ad essere protagonista dell’agenda politica del nostro Paese.

E torna ad esserlo grazie alla lungimiranza del premier Matteo Renzi che il 7 agosto 2015 in una Direzione Nazionale interamente dedicata al Mezzogiorno assume l’impegno di restituire alla “Questione meridionale” una centralità persa con i governi della destra.

Il 30 aprile 2016 il Presidente del Consiglio ha firmato il Patto perla Calabria. Un atto politico importante e impegnativo che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. Un risultato figlio di un gioco di squadra per dare finalmente una svolta al futuro delle nostre terre.

Leggendo le pagine di questo pamphlet si comprendono non solo passione e conoscenza ma, in particolare,  emerge un sentimento di consapevolezza sul valore “politico” del Mezzogiorno inteso non come problema ma come talento da valorizzare per il presente e il futuro dell’Italia.

Il Sud è l’approdo delle speranze di centinaia di migliaia di disperati che attraversano il Mediterraneo. E’ il luogo delle più grandi contraddizioni del nostro mondo contemporaneo. Pieno di risorse e attanagliato da problemi atavici apparentemente irrisolvibili.

Tuttavia è necessario anche fare un po’ di autocritica, superare quella impostazione culturale del dolce naufragar in questo mare, di quel riflesso condizionato che in qualche modo porta noi meridionali ad autoassolverci.

Non è così. Esiste questo problema ed è giusto farci i conti. Lo si evince anche leggendo i numeri, le cifre che in queste pagine sono riportate.

Oggi più che mai la “Questione meridionale” non è tema del quante risorse vengono destinate ma di quale classe dirigente è chiamata ad utilizzarle. Quante volte le risorse della formazione sono state più utili ai formatori che ai partecipanti ai corsi, quante volte abbiamo ascoltato cifre rilevanti rivenienti dall’Unione Europea che si sono dispersi in mille coriandoli senza un segno tangibile dei cambiamenti attesi, quante volte ci siamo arrabbiati perché miliardi di lire e milioni  di euro sono tornati a Bruxelles perché incapaci di spendere.

Possiamo rassegnarci al catastrofismo penta stellato? Assolutamente no. Ci sono strumentalizzazioni usate solo in chiave elettorale ma superata la cortina fumogena della rabbia vediamo che non c’è nulla. E soprattutto qui al Sud. Per questo la riflessione di Francesco ci aiuta anche a recuperare la serenità che viene dalla conoscenza, dall’avere le informazioni figlie di un approfondimento e non semplici “like” d’istinto.

Il Sud è tema complesso, difficile da maneggiare , oserei dire quasi eticamente sensibile per quello che la storia ci ha consegnato.

Per questo invito a leggere queste pagine avendo presente lo sforzo che sta facendo questo Governo di tornare ad investire sul Mezzogiorno. Pompei, Caserta, Matera 2019, l’impegno a non vedere più il Crati allagare gli scavi di Sibari, il turismo, l’agricoltura di qualità ma anche il manifatturiero, l’impegno per Ilva e altre vertenze sono tutti tasselli di un apprezzabile impegno.

Certo nessuno mette la testa sotto la sabbia e non vede le difficoltà che ci sono a partire dalle infrastrutture, dal fatto che ci si mette meno tempo ad arrivare da Roma a Parigi o Londra che da Reggio Calabria a Taranto ma siamo tornati ad confrontarci su questo tema che riguarda una macroregione di 8 regioni e di 20 milioni di abitanti.

Per lo spirito e l’impegno profuso è come se ci fossimo ricollegati ai primi governi di centrosinistra di Fanfani per la consapevolezza del ruolo pubblico dello Stato e per la necessità di far recuperare a questo territorio il tempo perduto.

Non è facile ma come scrive Francesco è qui che si gioca il futuro dell’Italia e noi intendiamo vincere questa sfida grazie anche al contributo di chi proprio come Francesco Lo Giudice, figlio di questa terra, con il proprio impegno di studio e civico non si rassegna al piagnisteo e all’indifferenza.

Stefania Covello

Responsabile Mezzogiorno e Fondi UE del Partito Democratico

 

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