La recensione al mio libro di Paola Bisconti, giornalista pugliese

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“Cambiare il Sud per cambiare l’Italia. Scritti sulla questione meridionale italiana ed europea”, Apollo Edizioni, di Francesco Lo Giudice è un libro che risponde ai tanti interrogativi che angosciano ragazzi e adulti in fatto di rinascita sociale. Leggendo il saggio avvertiamo l’esigenza di lasciare alle spalle quel pessimismo che ha abbattuto le nostre speranze, di liberarci dalla rassegnazione e svincolarsi dalla convinzione che ormai tutto è perduto scrollandoci di dosso una malsana apatia. Lasciamoci invece contagiare dall’entusiasmo di chi come il giovane intellettuale calabrese intravede uno spiraglio di luce, il raggio di sole di un nuovo giorno, un felice risveglio.

Il testo di recente pubblicazione raccoglie i lavori giornalistici prodotti in sette anni da Francesco Lo Giudice che scrive con tutto se stesso, del Sud e per il Sud. L’autore verga pensieri rivolti a quel lembo di terra troppo spesso bistrattato dalle forze politiche, abbrutito dai violenti piani industriali, deturpato della sua originale bellezza tuttavia è nel Meridione che avrà inizio il cambiamento. A dirlo con tono quasi profetico è Francesco Lo Giudice, nato e cresciuto in Calabria, una delle regioni più emblematiche d’Italia, dove è pur vero che “le contraddizioni dello Stato si sono rese più evidenti e laceranti” rispetto a qualsiasi altra zona d’Italia, ma è vero anche che può essere questo “il luogo da cui ricominciare”.

Nella prefazione Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento Europeo, definisce il libro “un importante esempio di impegno civile che si iscrive nella migliore tradizione del meridionalismo progressista”. Il volume, infatti, offre una lucida analisi della reale situazione che affligge il sud senza però escludere le straordinarie risorse del territorio. Esortando i cittadini a reagire invoca un cambiamento che parta dal basso, dal popolo, dalla gente perbene, dai lavoratori onesti.

La radicalità della mafia e il suo diramarsi nel settore politico, imprenditoriale, elitario ha di fatto arrestato lo sviluppo delle regioni dove regna la cultura dell’omertà, del diritto al lavoro inteso come favore e dell’assenza di numerosi servizi sebbene i cittadini siano sobbarcati da gravose tasse. È necessario, scrive Lo Giudice “ripristinare la sovranità della legge” e per far sì che questo accada è indispensabile un’emancipazione civile, politica, culturale ed economica. Per avviare un nuovo risorgimento occorre puntare sulla cultura intesa come una delle più sagge ed efficaci politiche pubbliche in grado di garantire l’affermazione di un valore più autentico di cittadinanza, un valore che aprirebbe le porte ad una società libera da qualsiasi forma di violenza e sudditanza. Ambiziosa è poi la prospettiva di un nuovo federalismo intravista nell’idea degli Stati Uniti d’Europa dove Lo Giudice descrive con la giusta enfasi, la visione di un grande unico Stato con un progetto politico condiviso che faciliterebbe la tanto ambita integrazione sociale.

Alternando articoli, commenti, studi e ricerche compiute dall’autore, il libro si presenta al lettore come una vera e propria guida da seguire, non a caso in alcuni punti Lo Giudice offre dei consigli sui quali soffermarsi per riuscire a fare proprie alcune idee. In un capitolo infatti affronta e argomenta impeccabilmente ben otto ragioni per cui avere fiducia sul futuro del Mezzogiorno. Consapevole dell’arduo percorso che si prospetta, lo scrittore usa la toccante espressione “angeli all’inferno” per confermare quanto sia difficile mettere in pratica i propri ideali quando si vive in contesti sociali fortemente illegali dove la paura di ritorsioni predomina sulla volontà di ribellione. Sulla scia di queste riflessioni si sofferma il giornalista e scrittore Franco Laratta, Parlamentare della Repubblica, che nell’accurata postfazione conferma come la Calabria sia una “terra di inferno e paradiso, di santi e demoni”.

Le citazioni di studiosi, filosofi, storici e politici arricchiscono il lavoro letterario di Lo Giudice insieme alle bellissime immagini di Placido Malagrinò così come la copertina ideata da Giovanni De Luca. Le stesse espressioni a volte poetiche dell’autore impreziosiscono il libro che fra le tante questioni affrontate non tralascia il ruolo della donna presentata come co-protagonista dell’auspicato cambiamento. Toccante infine è il tributo al padre, Carmelo Lo Giudice, sindaco per trentadue anni di Bisignano, in provincia di Cosenza, nonché dirigente di partito e di enti sovra comunali oltre che protagonista di numerose battaglie politiche e sociali.

In “Cambiare il Sud per cambiare l’Italia” si coglie non solo la capacità di Francesco Lo Giudice di riconoscere pregi e difetti di una terra definita dall’autore come “il diamante ancora grezzo del nostro Paese perché bellissimo e prezioso ma oppresso dalle incrostazioni sociali” ma anche la volontà di un uomo che intende ribaltare le sorti di una terra in grado di brillare di luce propria.

Paola Bisconti 
giornalista 

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